Greek Poet ILIAS FOUKIS

Greek Poet      ILIAS   FOUKIS
Poetry is the voice of the Gods

Wednesday, December 19, 2018

ULISSE Poesia di ILIAS FUKIS







ULISSE


Quando ho fatto il giro del Mondo
l'isola di fronte alle correnti del Mar Caraibico
poiché vedendo i viaggiatori
senza alcun carisma per le grandi scoperte
non subì alcuna ristrutturazione geografica
del tutto schematicamente mi ricordò Itaca…


La distanza dell'Isola era sufficiente
a farmi dubitare ancora una volta
della devozione di Penelope…
che lei ha oltraggiato di nuovo l'onore della Grecia
amoreggiando con i vinti di Troia
e liberando la Fantasia
di vedersene conquistato il corpo…
dico che l'esercito greco non sarebbe riuscito
a umiliare la Felicità di lei
che è capace di devastare l'Anima della Grecia.


(E sappiatelo…
Se accadesse una cosa del genere
quell'… Uomo Eterno
sognato dalla Filosofia ad Atene
potete dimenticarlo per sempre…)

Eppure in momenti così
non vale la pena sprecare il Soffio Divino
per quisquilie del genere
perché era l'epoca in cui sull'Olimpo
si eternava una delusione senza precedente
provocata dall'insuccesso 
della Razionalità Globale
allorché nella sua Essenza
si trovavano le Donne.


E adesso che vedo piegate le Palme dell'Isola
ricordo le Isole della Grecia
che quando partimmo per Troia
eravamo ingenui e non capivamo
che punendo in modo spietato le brame
le quali avevano donato fulgore 
alla giovinezza di Troia
con ambizioni tanto anguste e localismi
fornimmo un'ottima ricetta
per lamenti e una Catastrofe Globale.

E chiedendo scusa a quel Fuoco
vedo che dietro le spalle del Mar Caraibico
si trova con un presente turbolento di individui spaventati
il Continente…
per l'arrivo o meno del quale nel Mondo
annegheranno tutte le correnti
 del Pensiero Umano
in dispute verbali…
e alla fine come se volessero lasciare
una epigrafe dignitosa
sulle tombe degli annegati
verrà diffamata l'autonomia del Continente.


Rinnegheranno in particolare me
che sarò scomunicato per tutte le vite
perché subito dopo la distruzione di Troia
fui inviato dai Greci
alla ricerca di paesaggi Nuovi e Vergini…
allorquando il Mondo diffidente comprese
che l'unico lavoro che si addiceva 
a questo Popolo…
era il saccheggio.


Molto dopo verranno altri viaggiatori
carichi di Fantasmi e di taccuini mitologici…
su cui sarà scritto che non esistette mai
alcuna rifulgente età della superstizione
e appena metteranno piede sull'Isola
l'attimo in cui attaccheranno il Continente
i Vecchi Sapienti…
capiranno di essere rimasti 
a corto di pensieri
avendoli impiegati per valicare le correnti.


Il Continente
si sentirà offeso da questa tristezza
e cercherà di opporsi ai Pensatori
il più spesso possibile… pregherà Dio
di devastare le Isole.


Qualcuno di sicuro perderà
e benché io abbia il presentimento 
di quella terribile sconfitta
vorrei fare un avvertimento ad Apollo…
che le Antiche Mitologie
smetteranno di avere importanza.


Dunque ecco perché…
quando scorgemmo l'Isola
e vedemmo che le vele della nave 
erano state appena ammainate…
ci si elevarono le vele dei Fantasmi
osservammo un minuto di silenzio
per l'annegamento di Aristotele 
nelle correnti dell'Euripo
che era ancora di là da venire.


Traduzione
MAURIZIO DE ROSA



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